Monte Oliveto Maggiore

La costruzione dell'Abbazia, che secondo la leggenda venne edificata dai monaci stessi, risale al 1319 come eremitaggio mistico voluto dai nobili Bernardo (Giovanni) Tolomei, Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini che avevano adottato la regola benedettina. 

L'Abbazia rispecchia l'impostazione classica dei complessi benedettini costituiti da una chiesa, un chiostro grande ed uno o più chiostri piccoli, un'aula capitolare, un refettorio ed una grande biblioteca.

Tutti gli ambienti sono affrescati con opere di grande interesse artistico ed i monaci realizzano ancor oggi con tecniche antiche, pozioni d'erbe medicinali, liquori e ceramiche.

Monte Oliveto è la sede dell’abate generale, il capo dell’intera congregazione, ed è quindi una specie di capitale morale. Ne ha l’aria. Ne ha l’atmosfera. Ne emana il fascino. Ne rispecchia l’autorevolezza.

Con il suo arcano fascino è l’ombelico schivo del paesaggio argilloso delle Crete, si erge e si nasconde al tempo stesso, affiora dalla campagna e vi si immerge. Avvinto nella propria aura mistica che riecheggia come un’onda sonora quando i frati intonano il gregoriano, Monte Oliveto è l’emblema della natura spigolosa delle Crete, indifferente alle lusinghe dell’apparenza, dotato di un’indole a suo modo intransigente come intransigenti sono le argille, troppo scivolose quando piove e troppo ruvide quando è asciutto, caldissime e freddissime, accoglienti e scostanti.

Tratto da terredisiena.it

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